La prima guerra mondiale aveva segnato l’alba di una nuova era, mostrando il potenziale militare dell’aviazione. Forse anche per questo fu a lungo malvista dai settori più tradizionalisti dell’esercito statunitense: quel potenziale rischiava di cambiare per sempre la guerra per come la conoscevano. Questo era di fatto il progetto di un gruppo di generali e piloti soprannominato Bomber Mafia: superare i bombardamenti notturni a tappeto, con i loro esiti casuali e rovinosi tra i civili, ambendo invece ad attacchi diurni di precisione da alta quota che mirassero soltanto agli stabilimenti produttivi del nemico. Questo nuovo modo di concepire i conflitti non era solo una strategia, ma incarnava un’ideologia, una possibilità etica e morale di accorciare le guerre e diminuire le vittime. Forte del sistema di puntamento Norden – talismano della Bomber Mafia –, il gruppo sperimentò strategie per rovesciare le sorti della seconda guerra mondiale: i raid sulle fabbriche di cuscinetti a sfere per colpire al cuore la macchina bellica nazista; la conquista delle isole Marianne, su cui costruire piste per i b-29 diretti in Giappone; la rischiosa sorvolata del monte Fuji per puntare alle industrie di motori dei caccia nipponici. Per un attimo era sembrato davvero che le idee della Bomber Mafia potessero rivoluzionare il futuro dei conflitti, ma tutti i loro tentativi di concretizzarle fallirono più o meno miseramente e la guerra continuò nello stesso modo, cruento e brutale, conosciuto fino ad allora. Perché le cose non andarono come quei sognatori avevano sperato? Come si passò dai bombardamenti di precisione al napalm e alla bomba atomica? Malcolm Gladwell si avventura per la prima volta nel racconto di eventi che, seppur grandiosi, sono sempre stati trascurati dalla storiografia ufficiale. E mentre ci restituisce ritratti inediti e aneddoti bizzarri – scienziati psicopatici, esperimenti incendiari nei giardini dell’Università di Harvard e ricostruzioni di villaggi giapponesi nel bel mezzo del deserto dello Utah – fa baluginare quella che avrebbe potuto essere la Storia se la tecnologia e il progresso non avessero bloccato il passo alle buone intenzioni. «Bomber Mafia esplora le più grandi sfide morali della storia moderna e quello che succede quando la tecnologia e le buone intenzioni si scontrano nel bel mezzo della guerra.» - The Washington Post «Gladwell è un narratore meraviglioso. È un piacere guardarlo introdurre i personaggi, farli vivere e mostrarli in conflitto. Bomber Mafia è un libro avvincente.» - New York Times «Le specialità di Gladwell sono gli “inganni” che l’architettura della nostra mente ci gioca e lo studio di quegli anfratti della storia dove accadono cose fondamentali ma ignorate dalla storiografia ufficiale.» - Daniele Rielli, Domani

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